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Satelliti familiari, lista della spesa e zia streghetta

Aggiornamento: 25 mag 2020

Mi piace pensare al nucleo familiare originario come all'astronave madre (.... e padre) e ai nuovi nuclei da lì dipartiti come a satelliti familiari che gravitano intorno alla grande astronave progenitrice. Dunque nella mia famiglia io e Roberto siamo il primo satellite, mentre il secondo è costituito da mio fratello (Il Fratello), che come ho già detto in precedenza, ha trovato la sua metà (La Cognata) e il frutto del di loro amore, luce e orgoglio di zie e nonni, "La Minore" o "La Creatura".

Nell'agosto del 2015, di ritorno dal lungo viaggio, Roberto ed io, per ovvi motivi, decidemmo di trascorrere le vacanze a Bibione e di riunirci presso l'astronave madre con il secondo satellite familiare. E' stato un agosto decisamente intenso: caldo, affollato, indaffarato. La genitrice (La Nonna) felice più di mamma orsa di riavere tutti i suoi piccoli radunati sotto lo stesso tetto, si prodigava in ogni genere di manicaretti che potessero soddisfare in particolare La Creatura, ormai centro di ogni attenzione. Poiché però sette bocche sono tante da sfamare, mi offrii di dare una mano. Bisogna ricordare che a quel tempo, non solo ero reduce da esperienze culinarie diverse, esotiche, "strane" a detta della Famiglia, ma ero anche in piena deriva vegana. Glutine sì, legumi sì, ma la mia dieta non contemplava alcun tipo di alimento di derivazione animale. E quindi mi prodigavo in piatti a base di tofu, tempeh, ceci (hummus) piadine vegane, pizze "verdi" come le aveva soprannominate Il Nonno (aggiungendo poi, di stare lontano dalla sua pizza, che ci avrebbe pensato lui). La Minore eclissava i miei inviti a provare, con pacata gentilezza "No, no grazie zia. Preferisco la pasta al pomodoro" e mentre parlava, portava entrambe le mani alla bocca non lasciando alcun dubbio sul fatto che potesse, forse, fare un assaggio. Invece Il Nonno con grandissima sorpresa, a volte ha apprezzato le stranezze esotiche, così come pure Il Fratello e La Cognata. Beh, Roberto, ormai lo sapete, non si fa più domande, mangia e a tratti commenta. La Nonna molto più scettica. Comunque, in qualche modo devo aver colpito, perché qualche mese dopo, in tempi assolutamente non sospetti mi telefona La Cognata. Aveva ospiti a pranzo quel fine settimana e avrebbe voluto stupirli, "mi dai qualche ricetta?". Non ricordo assolutamente quali fossero le ricette, ma ho bene in mente quello che è successo in quel fine settimana. Ricevute le ricette, La Cognata compila la lista della spesa e la affida a il Fratello che la legge distrattamente e chiede "ma dove la trovo sta' roba?". Ancora fiducioso, esce di casa e si reca al supermercato più vicino. Uno di medie dimensioni, dove alcune "stranezze" si sarebbero forse potute trovare. Mentre si aggira tra gli scaffali in cerca del cremor tartaro (senza sapere bene cosa fosse e quindi cercando tra gli angoli più disparati del negozio) si imbatte nel papà di un compagno di classe della Creatura.

- Anche tu qui? Lista eh?

- Eh sì - risponde Il Fratello allungando la sua lista e mostrandola all'amico, il quale strabuzza gli occhi e rivolgendogli uno sguardo compassionevole e pieno di comprensione maschile pone fine alla breve conversazione dicendo - Eh, ma questa è cattiveria!

Ancora più affranto per non aver trovato conforto nell'amico, Il Fratello continua la sua ricerca, dopo il cremor tartaro (ah sì, dai lieviti!), la stevia (non pervenuta) era ora il turno dell'olio di cocco. Il Fratello cerca dapprima nella corsia degli oli: olio d'oliva, di soia, di colza (ma che roba è?), lino, girasole, arachidi.... ma del cocco neppure l'ombra. Allora prova nel frigo dove sono esposte varie marche e tipi di burro. Niente. Ormai senza speranza si imbatte in una commessa che riforniva gli scaffali e timidamente chiede "Scusi, l'olio di cocco dove posso trovarlo?". La commessa lo guarda distrattamente e facendo un cenno con il capo e con una certa sicurezza nella voce risponde: "Provi là in fondo, tra le creme solari!".

Il Fratello la guarda incredulo e ribatte "ma mia moglie deve fare un dolce!". "Ah non so, allora!" è stata la serafica risposta della commessa.

Nel mio satellite familiare sono bandite tutte le ricette con gli ingredienti "strani" della Zia Streghetta (appellativo appioppatomi dalla Creatura perché poco incline a tollerare capricci - La Nonna preferisce chiamarmi Signorina Rottermeier) perché: 1) gli ingredienti sono introvabili; 2) vengono bene solo a me - sostiene La Cognata; 3) la Creatura predilige comunque e sempre la piadina della Nonna di Romagna.

So già quindi che questa semplice ricetta presenta due ingredienti - forse tre - assolutamente introvabili e "stranissimi" e non verrà mai provata ne dal satellite familiare e neppure dall'astronave madre. Peccato, perché invece è facile e gustosa. Potrebbe riuscire anche a La cognata!

Bon Appétit!


Batate al forno con curry e ghee

Ingredienti

4/5 batate di media grandezza

1 cucchiaio di ghee

1 cucchiaino di curry

sale qb


Preparazione:

Pelare e affettare le patate (più piccoli sono i pezzi più in fretta cuociono e più croccanti diventano): potete farle a cubetti o a rondelle, come vi piace di più. Stendetele sulla piastra da forno ricoperta da carta da forno (non trattata, lo sapete ormai!). Ungetevi e mani con un po' di ghee e poi "massaggiate" le batate in modo che siano unte in modo uniforme. Fate lo stesso con il sale e con il curry. Infornate a 160° per circa 40 minuti. Controllate la cottura e decidete voi se le preferite più morbide o più croccanti, in ogni caso sono super sfiziose.

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