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Scontri tra culture: la mosca e il cioccolato

Aggiornamento: 4 mar 2021

Visto che La Robby ci ha illuminato sulle fantastiche proprietà del cioccolato, non potevo non scrivere la mia ricetta dei cioccolatini crudi, che vanno mangiati in fretta perché si sciolgono in un battibaleno, ma sono buonissimi e soprattutto sanissimi.

Parlando di cioccolato, all'italiano medio viene in mente la Nutella e anche a me, pensando a questo post sul cioccolato è ritornato in mente un episodio indiano di ormai dieci anni fa. Il setting è sempre Mysore, il tempo ancora una volta, quello della colazione, protagonisti: Roberto, una mosca e la Nutella. A questo proposito ho preso a prestito il racconto tragi-comico che Roberto ha scritto a sugellare l'accaduto. Eccolo di seguito e, un po' più in fondo anche la ricetta dei cioccolatini!


Una storia vera

Uno si chiede perché continua a trascorrere le sue preziose ferie a Mysore e la risposta c'è ed è evidente: Mysore è il luogo delle folgorazioni.

Giusto stamane ne ho avuta una che però, prima di essere raccontata, necessita di una premessa sul senso della vita, o meglio, su un senso della vita, uno solo, quello che verrà affrontato e basta.

Questa storia parla di un incontro, un incontro singolare tra me e una mosca indiana. Potremmo definirla una storia non a lieto fine, ma in realtà forse non è così, certo, tratta della morte, ma cosa sappiamo noi del trapasso? Quanto conosciamo esattamente dei sentimenti che accompagnano un essere vivente nel momento dell'addio? Non ne sappiamo nulla, anche se da questa storia forse qualcosa possiamo intuire.

Gli incontri nascono da vite parallele, vite spesso molto differenti tra loro che hanno in comune solo la fatica della quotidiana sopravvivenza. Si tratta di evidenti differenze culturali, ma l'India si sa, è la patria della multiculturalità, dove alle 4 di mattina il pesante sonno viene richiamato dal muhadhdhin, per poi essere nuovamente sollecitato alle 5 dai canti cristiani per poi definitivamente sparire alle 6 con i mantra induisti. Dove se non in India è possibile l'incontro tra due culture profondamente diverse? E ciò può capitare ovunque, sulla strada, al supermercato. Prendiamo ad esempio quest'ultimo interessantissimo antropologico luogo. Oggi in un moderno supermercato di Mysore puoi incontrare moltissime cose solo apparentemente lontane fra loro, il gelato ad esempio, in freezer... spento, perché l'elettricità non è ancora arrivata del tutto, però c'è. Le farfalle Barilla vendute insieme ad un succulento barattolo di pelati al gusto “masala”. Le zucchine... che poi sono cetrioli, i cetrioli... che poi sono meloni, i meloni... che poi sono cocomeri, i cocomeri che poi sono... no i cocomeri non ce li hanno! Trovi anche la cioccolata, in estate, fuori dal frigo, dentro ad un packaging che tiene tutto ben compatto, finché non lo apri.... ma per fortuna c'è lei, la Nutella, la vera Nutella Italiana c'è! E qui riemerge un senso di appartenenza nazional popolare che fa bene al cuore, qui la cultura di appartenenza è chiara, non si scappa, la Nutella viene dal mio Paese. E’ in queste situazioni che la vita qui per lo straniero italiano diventa meno dura, diventa più sopportabile perché riesce ad ancorare la propria identità a valori forti, incontestabili, incontrastabili, inarrestabili, ineccepibili.

E l'altra protagonista di questo incontro, quell'essere vivente, nata e cresciuta mosca e, per uno strano karma, proprio in India? La sua potrebbe essere ritenuta, ad uno sguardo poco attento, una sorte avversa, ma si tratta della solita valutazione relativa, di chi analizza secondo i propri parametri culturali e non tiene conto del contesto, dell'ambiente in cui la nostra mosca vive. Bisogna ricordare infatti ai nostri lettori che, nelle sue molteplici sfaccettature, la prima religione in India è l'induismo e l'animale più sacro dell'induismo è la mucca: l'intoccabile. La sua forte presenza si manifesta ovunque: agli incroci delle strade principali, ma proprio in mezzo; sugli stretti marciapiedi del centro, e guai chi la sposta; nei matrimoni. Ieri ne ho vista una uscire dalla chiesa a cerimonia appena conclusa, credo andasse verso l'aperitivo. Questo sacro animale è venerato nella sua totalità spirituale, il suo presente mucca è solo uno stadio temporaneo, ciò che gli indiani vedono in lei è il suo futuro karmico ciò che sarà, ciò che invece le mosche scorgono in Lei è il suo immediato passato, ciò che era e si è trasformato: merda. Affinché al lettore non sfugga nulla anche le bovazze sono onnipresenti e qui si gira in ciabatte, spesso al buio... su l'elettricità ci siamo già espressi.

Come si può ben vedere questa breve introduzione su alcune delle più importanti abitudini religiose indiane ci apre ad una prospettiva diversa: l'India è per la nostra mosca forse quel luogo del mondo dove, circondata da sano e spontaneo nutrimento, non deve passare come noi occidentali la maggior parte del tempo a procurarsi del cibo, a lavorare, ma può tranquillamente dedicarsi a impegni di altra natura, che ne so, a dilettarsi in elucubrazioni filosofiche, ad approfondire la propria ricerca spirituale che, qui in India, offre innumerevoli possibilità, e così via. In India la mosca, karmicamente partita un po' in svantaggio, magari riesce a recuperare un po'.

Ma arriviamo al nostro incontro, o meglio, scontro culturale, non sempre infatti l'incontro tra culture diverse porta un arricchimento ad entrambe, a volte la distanza è tale che un solo ed unico equivoco può diventare letale. Nel caso nostro la causa è stata un solo gesto mal interpretato.

A ben guardare la vita di tutti gli esseri viventi è piena di similitudini, le routine quotidiane a volte si differenziano di molto poco. Ero appena tornato a casa dalla mia mattutina pratica quotidiana, una pratica dura, tesa alla ricerca di se stessi. Nel mio caso la ricerca sfocia in quella appartenenza identitaria nazional-popolare, precedentemente descritta, che si manifesta durante la colazione: il toast appena scaldato con una pennellata di Nutella Italiana... abbastanza spessa. E lì, proprio in quell'istante il fatale incontro. Lei, la nostra mosca, spinta da quell'apertura mentale che la porta ad aprire nuove amicizie ovunque nel mondo, tipica della sua specie, e forse fa anche questo parte del suo percorso di elevazione spirituale; ma, come abbiamo detto, con un bagaglio di conoscenze limitato in quanto troppo radicato nella sua cultura di appartenenza: prende fischi per fiaschi. Interpreta il mio come un gesto di ospitalità, confonde la Nutella con la merda (maledetta cultura), e atterrando sulla inaspettata dolce melassa marrone, ne rimane fatalmente imprigionata. E’ la fine, si accorge subito che le due cose hanno in comune solo il colore e soprattutto, sorprendentemente anche per gli umani partecipi alla tragedia, la consistenza della Nutella è più avvinghiante di quella della merda. Le ali non ce la fanno, la nostra mosca, dopo pochi brevi tentativi, muore. Forse felicemente come annegare in una piscina di champagne, ma anche questa è una valutazione relativa, la merda per la mosca è forse il nostro cacio sui maccheroni, la Nutella potrebbe rivelarsi semplicemente disgustosa, anche a quei migliaia di inutilissimi occhi di cui, quell'idiota, dispone.

Non sto qui a raccontare i miei sentimenti in quel momento, era l'ultimo sospiro di Nutella rimasto. Con una certa precisione, onde evitare altre inutili sofferenze, ho raccolto e lanciato, con un piglio da cui forse era trapelata una certa aggressività, toast, Nutella e.... quella deficiente della mosca.

Cosa ne ricavo da questa esperienza? Credo porti dentro di sé una morale che ho spesso sentito da quando vivo qui a Mysore:

Non è tutto oro

quel che luccica

ma nemmeno

tutta merda

ciò che è marrone

(da un Sutra di una saggia siura amica di Patanjali)


Nota linguistica: bovazza sembra essere la variante italiana di molte varianti dialettali come ad esempio il veneto buassa, in ferrarese buazza, nella zona di Bologna esiste boazza con il duplice significato di

1) sensazione di grande stanchezza; “ho una gran boazza addosso”

2) grosso escremento di vacca, ma più in generale di qualsiasi animale; “ho pestato una boazza!”.

Nel romanzo Pane e tempesta di Stefano Benni si legge

"Alice amava la natura in tutte le sue forme, dalla più umile bovazza di mucca al più raffinato disegno sulle ali di una farfalla."

Cioccolatini crudi

Ingredienti

50 gr burro di cacao

50 gr burro di cocco

½ stecca di vaniglia

50 gr di cacao crudo o amaro equo-solidale

4 cucchiai di latte di cocco

Per farcire o aromatizzare

mandorle, noci, olio essenziale di menta/arancio/limone ad uso alimentare

Preparazione

Sciogliere il burro di cacao e di cocco a bagnomaria insieme alla vaniglia, mettere il burro sciolto in un frullatore e aggiungere la polvere di cacao. Frullare a velocità media, fino ad amalgamare bene tutti gli ingredienti. Trasferire il composto in stampi per cioccolatini oppure potete utilizzare quelli per fare i cubetti di ghiaccio. Mettere in congelatore per almeno 8 ore prima di consumarli. Conservare in frigo, si sciolgono in fretta.

Lucia Di Lucca

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