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Avocado, cibo degli dei

Aggiornamento: 16 apr 2020

Secondo la dottrina della segnatura, in latino SIGNATURA RERUM (firma delle cose), in qualunque essere vivente, ma anche negli astri, nelle pietre, negli oggetti prodotti dalla natura (per esempio nelle conchiglie) esiste un legame segnalato da una "firma", che vincola ciò che appartiene alla stessa natura o ha la medesima funzione. I medici antichi si affidavano a questa teoria per curare servendosi delle piante e dei loro estratti, che venivano utilizzate in base alla somiglianza con l'organo da trattare. Attualmente si sta riscoprendo che spesso in effetti queste corrispondenze sono reali: per esempio la noce, simile a un cervello, aiuta nella sintesi di vari neurotrasmettitori grazie alla sua ricchezza in acidi grassi polinsaturi.

Il frutto che più di ogni altro è simbolico per la donna è l'avocado, che ricorda nella sua forma l'utero con il feto al suo interno. Altra analogia, occorrono esattamente nove mesi per passare dal fiore al frutto maturo. Tradizionalmente nelle antiche civiltà andine e centroamericane era infatti utilizzato per l'alimentazione delle donne in gravidanza, dei bambini e degli anziani e la sua polpa diluita con acqua può costituire un ottimo sostituto del latte materno. Per le sue caratteristiche costituisce un alimento straordinario: vediamolo in dettaglio.

L'avocado, o ahuacati nell'antica lingua azteca, è il frutto della Persea Gratissima, una magnifica pianta dalla chioma ampia e frondosa che può arrivare a 20 metri d'altezza, originaria di una vasta zona che va dalle montagne del Messico, attraverso Guatemala fino alla costa del Pacifico dell'America centrale e meridionale. Si adatta a climi tropicali o sub-tropicali e pertanto oggi la sua coltivazione si è estesa, oltre che al Centro e Sudamerica, agli Stati Uniti, al Kenya ma anche al sud Italia, in particolare Sicilia, Sardegna e Calabria, da cui provengono piccoli frutti molto gustosi.

La sua composizione è peculiare, perché povero di zuccheri e ricchissimo in grassi e proteine, con un pool di aminoacidi simile a quello della carne rossa. I grassi presenti sono in massima parte monoinsaturi e polinsaturi e il loro equilibrio nutrizionale è curiosamente vicino, come già detto, a quello del latte umano.

Contiene grandi quantità di potassio, vitamina E, vitamine del gruppo B e fibre. La vitamina C è responsabile dell'ossidazione della polpa tagliata, che assume una colorazione scura (cosa che si può evitare spruzzandolo di limone o aceto).

È un frutto altamente calorico (100 gr forniscono 160 calorie), ma poiché non stimola la produzione di insulina è un alimento chiave in tutte le situazioni in cui va tenuta sotto controllo, per esempio nella sindrome metabolica. Inoltre il ricco apporto lipidico e la fibra contribuiscono a dare un grande senso di sazietà. I grassi nell'avocado rappresentano infatti oltre il 20%, quindi una quota solo di poco inferiore a quella delle olive. La maggior parte dei suoi oli è rappresentata da acidi monoinsaturi (MUFA), circa 70%, e polinsaturi (PUFA), 13%, che possono favorire un corretto profilo lipidico nel sangue e rendere più biodisponibili le vitamine liposolubili. Ci sono vari studi che mostrano che l'avocado favorisce la salute cardiovascolare e altri che sembrano indicare come l'avocado aiuti il raggiungimento del peso ottimale e rallenti il processo di invecchiamento.

Inoltre, sperimentazioni in vitro su componenti estratti dall'avocado hanno evidenziato uno stimolo all'apoptosi (suicidio) delle cellule tumorali attraverso l'aumento delle specie reattive dell'ossigeno (ROS) e sembrano quindi promettenti come strategia preventiva del cancro. L'elevata quantità di carotenoidi, in particolare luteina (responsabile del colore giallo della polpa) e tocoferoli ha anche dimostrato elevata attività di inibizione della crescita di cellule di carcinoma prostatico.

L’avocado è un alimento insostituibile in gravidanza, prima di tutto per la sua ricchezza in vitamine: acido folico, indispensabile per la prevenzione dei difetti del tubo neurale; vitamina A, C, gruppo B, K, essenziali per un corretto sviluppo fetale. La ricchezza di potassio previene i crampi, mentre calcio, magnesio, fosforo, zinco e manganese aiutano a mantenere i livelli di assunzione ottimali. Il cloro è necessario per lo sviluppo del sistema nervoso centrale e periferico del feto e il ferro contribuisce alla prevenzione dell'anemia. I grassi sono indispensabili per il corretto metabolismo delle membrane cellulari della madre e del feto e contribuiscono a contrastare l'iperinsulinismo e mantenere un buon controllo glicemico; per il suo contenuto di MUFA e PUFA sembra inoltre che possa essere di beneficio nella prevenzione della preeclampsia.

La ricchezza di fibra combatte la tendenza alla stipsi, aiuta a contenere l'aumento di peso e la quota di fibra solubile (circa il 25%) è il nutrimento ideale per il microbiota intestinale, fonte, come sappiamo, della buona salute metabolica e immunitaria. Ma non è tutto! Ci sono studi che hanno dimostrato come l'avocado migliori qualitativamente il latte materno e possa anche incrementare la fertilità sia maschile che femminile.

Joseph Mercola e altri importanti nutrizionisti lo ritengono imprescindibile per un’alimentazione sana, al pari del cocco e dei suoi derivati. La composizione caratterizzata da grassi e proteine di alto valore biologico, unita alla quasi totale assenza di carboidrati e di lectine, ne fanno un cardine delle diete chetogeniche ma anche di quelle vegetariane, in genere piuttosto infiammatorie a causa della presenza eccessiva di cereali e legumi.

È anche un alimento versatile in cucina, come vi mostrerà la nostra super chef Lucia in queste pagine: la sua polpa dal sapore delicato e la sua consistenza cremosa esaltano in uguale misura piatti dolci e salati. Ed è anche perfetto per uno spuntino rompidigiuno senza sensi di colpa!

A seguire gustose ricette…


Roberta Raffelli


Consigli per approfondire:

J. Mercola, Trasforma il grasso in energia. MyLife, 2017

J. Mercola, Ketofast. MyLife, 2019

A. Arcari Morini, A. D’Eugenio, F. Aufiero, Il potere farmacologico degli alimenti. Red!, 2005


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