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Lessico famigliare (parte 2): "mamma, sono vegetariana!"

Aggiornamento: 29 apr 2020

Sono certa sia stata la conseguenza dell'ennesimo viaggio yogico a Mysore. Tutta infusa di filosofia indiana (quella spiccia fatta di ahimsa e poco più), avevo deciso, e naturalmente la mia decisione comprendeva necessariamente Roberto, di diventare vegetariana. Non è stato un grande sforzo: non sono mai stata una fan della carne e tanto meno del pesce. I miei ricordi di carne sono di "suole" di bistecca prima intere, poi a metà, poi un terzo che entravano e uscivano dal frigorifero e per qualche pasto si ripresentavano a tavola fino a che, qualche buon'anima, non decideva di sacrificarsi e farla finita! Certo c'erano anche il pollo e il coniglio dei nonni, il maiale allevato, macellato e cucinato in famiglia (questo era un grande evento e raduno familiare), ma insomma, ecco, non è che proprio non potessi vivere senza. Il pesce invece, nonostante sia cresciuta al mare, non è mai stata una costante della cucina di mia madre, di più in tempi recenti. Però c'erano le feste: la cresima del cugino, la comunione della cugina, il matrimonio di amici o parenti e lì, a parte il miraggio di vestito e scarpe nuove, il resto era un incubo: pranzi di ore durante i quali anche noi bambini eravamo costretti a stare a tavola "seduti composti", e tutto era a base di pesce. Mi facevano così impressione tutti quegli animali con lunghe "zampe", antenne, occhi vitrei. Praticamente alla fine, mangiavo patatine fritte, insalata e l'attesissimo dolce.

Dunque, decido di diventare vegetariana e vivendo a Bologna, all'epoca da tredici o quattordici anni, il cambiamento non è stato difficile. Roberto ha avuto un passaggio più lento, complice il fatto che per lavoro, almeno a pranzo era fuori..... e anche adesso lo so che qualche volta mangia il glutine e qualche dolce schifiltoso...

La faccenda si complica quando vado a trovare i miei genitori in Veneto. Mia madre è solita iniziare a chiedermi cosa voglio mangiare almeno una settimana prima. Così la prima volta fu uno shock!

Mamma: "Ti faccio il pollo?"

Io: "ehm, no mamma, non mangio più carne!"

Mamma: "cosa c'entra, ho detto pollo"

Io: "ma no mamma, il pollo è carne"

Digressione: in effetti tutte le volte che prendevo un aereo, in particolare per qualche paese arabo, al momento del pasto l'hostess chiedeva sempre "chicken or meat?", non capivo la domanda, cosa vuol dire? Che il pollo non è carne? Ma di certo non potevo iniziare una disquisizione con la malcapitata.

Mamma: "ah, allora ti faccio le polpette?"

Io: "le polpette con cosa?"

Mamma: "con la carne, con cosa?"

Io: "oppure, mamma? Perché non mangio la carne"

Mamma: "beh allora ti prendo il prosciutto crudo, quello ti piace no?"

Io: "Mamma, il prosciutto, lo coltivi nell'orto?"

Mamma: "Cosa vuol dire? Insomma, adesso non mangi più niente?"

Ecco, queste sono le conversazioni con mia madre negli ultimi tredici anni, mentre mio padre si astiene e cerca di controllarsi.

Nel tempo abbiamo trovato alcuni accordi, non è stato facile e il tranello è sempre dietro l'angolo. Uno dei compromessi sono gli gnocchi. Lo devo ammettere gli gnocchi della mamma sono buonissimi! Siano di patate o di zucca, ne mangerei a chili.

Intanto mio fratello si fidanza, si sposa e a coronamento dell'amore arriva l'attesissima nipote! Amata, adorata, coccolata da tre nonni prostrati ai piedi dell'infante (il nonno Franco, no! Titanico, asburgico, burbero, non cede neppure all'arrivo della Golden Girl), due zie con gli occhi a forma di cuoricini e, naturalmente i di lei genitori! Il pedaziogogista Roberto, che di bambini ne ha fin sopra i capelli, ha un atteggiamento neutrale.

Dunque con l'arrivo dell'adorata nipotina, anche tutti i pasti in famiglia girano intorno a lei. Gli gnocchi piacciono....meno male, tiro un sospiro di sollievo.... Con il ragù, però! Eh sì perché con cos'altro si potrebbero mangiare gli gnocchi se non con il ragù? Disperazione! "Mamma e io?", "Ah non so, tu fai come vuoi". Perfetto!

"Allora li mangio burro e salvia". Di certo non potrei chiedere il ghee. Immaginate le facce di mamma, papà, fratello, cognata e anche dell'adorata "minore"? Non posso neppure immaginare la reazione di mio padre... o forse sì, ma meglio sorvolare.

Poiché gli gnocchi sono diventati il piatto tipico delle visite bibionesi, non ho mai pensato di cimentarmi nella produzione degli stessi. In questo periodo di quarantena però, durante il quale mai una volta sono potuta andare a trovare i miei, mi è venuta un po' di voglia di famiglia e anche di gnocchi. Ovviamente mi consulto con la Robby: gluten free, farina via! Indice glicemico? Uovo, così lo controlliamo. Ottimo. Condimento? Beh facile, abbiamo l'imbarazzo delIa scelta. Mi metto all'opera: primo tentativo fallito, ma ieri ci ho riprovato, seguendo qualche consiglio dell'abile ed esperta madre e sono venuti buonissimi. Ecco la mia ricetta, un po' a caso, ma poiché le patate non sono tutte uguali, le uova neppure, cercate di regolarvi un po'. Mi perdonerà la mia amica M. se questa volta non faccio la vergine precisina, vero M.?

La solita nota linguistica: la parola "gnocco" pare derivare dal veneto gnòco "protuberanza, gnocco", forse dal longobardo knohhil «nodo nel legno» (Vocabolario Treccani).

Buon lavoro e buon appetito!



Gnocchi di patate con pesto rosso e olio al basilico

Ingredienti (per due persone)

4 patate di media grandezza

1 uovo

1 cucchiaino di ghee

fecola di patate

sale qb


Per il pesto rosso:

50 g di semi di canapa

4 pomodorini secchi

origano fresco (o essiccato)

sale qb

olio evo

Olio al basilico

4 cucchiai di olio evo

4/5 foglie di basilico

Preparazione

Cuocete le patate al vapore (io le ho pelate prima perché dopo bruciano troppo per pelarle e finisce sempre che mi ustiono le dita!) fino a che risultano morbide, ma non si spappolano.

Schiacciatele con l'apposito strumento o con una forchetta, aggiungete l'uovo, il ghee (la mamma ha detto un po' di burro -io ghee- per mantenerli più morbidi, ha funzionato!) e il sale. Impastate bene e aggiungete poco alla volta la quantità di fecola per poterli lavorare, formare un rotolino lungo che poi taglierete della grandezza desiderata. Attenzione a non esagerare con la fecola perché altrimenti gli gnocchi risulteranno troppo duri.

Portate a ebollizione abbondante acqua salata e versate, pochi alla volta, gli gnocchi. Quando vengono a galla sono pronti da scolare con una schiumarola.

Per il pesto: ammollate in acqua fredda, per qualche ora i pomodorini secchi. Scolateli e strizzateli. Raccogliete tutti gli ingredienti in un frullatore o robot da cucina e frullate aggiungendo l'olio a filo fino a raggiungere la consistenza desiderata.

Per l'olio al basilico: lavare e asciugare bene con un panno asciutto le foglie di basilico e frullare con l'olio.

Quando tutti i vostri gnocchi saranno venuti a galla, metteteli nei piatti e condite con il pesto, un cucchiaio di olio al basilico e due foglioline di basilico fresco per decorare.


Lucia Di Lucca




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