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La salute ai tempi del Covid-19

Aggiornamento: 21 apr 2020

Cari amici e allievi, digiunanti passati, presenti e futuri,

in questi giorni saremmo dovuti essere a Castel di Casio con alcuni di voi per uno dei nostri rituali appuntamenti di yoga e detox, ma un minuscolo, bastardo frammento di RNA ha deciso diversamente e ci ritroviamo tutti barricati in casa a guardare una splendida primavera dalle finestre.

Tuttavia, le persone resilienti sono quelle che sanno trasformare le crisi in opportunità e proprio in questa ottica Lucy e io abbiamo deciso di concretizzare in questi giorni uno dei (tanti) progetti che abbiamo in testa e dare vita a un blog, nel quale darvi degli spunti di salute e delle ricette con le quali potrete cimentarvi, approfittando della quarantena.

Sentitevi liberi di diffonderlo a chi volete e di mandarci i vostri commenti, consigli, richieste di argomenti che vi piacerebbe vedere trattati. Nei limiti del possibile cercheremo di tenerne conto.

Oggi prendiamo spunto proprio dalle circostanze che ci impongono provvisoriamente (speriamo) un nuovo stile di vita per parlarvi di alcuni temi che pensiamo vi possano essere utili:

1) Possiamo cercare di difenderci dal virus con l’alimentazione?

2) Quali integratori ci possono aiutare?

3) Uscire dalla quarantena pronti per la prova costume: realtà o fantascienza?

ALIMENTAZIONE E INFEZIONI

Cosa c’entra l’alimentazione con il rischio di beccarsi il COVID-19? Ad un esame superficiale nulla, ma vi dice qualcosa il fatto che le persone più a rischio di complicanze gravi siano diabetici, obesi e ipertesi? Guarda caso, queste sono le categorie di persone più infiammate e proprio un eccesso di infiammazione è quello che si correla con la cosiddetta “tempesta di citochine”, ossia con la liberazione di enormi quantità di questi mediatori, che hanno la funzione di combattere l’agente invasore, ma se sono prodotte in eccesso danneggiano gravemente le strutture polmonari.

Nella malattia COVID-19 ci sono infatti due punti fondamentali da tenere presenti, legati al sistema immunitario e allo stato infiammatorio: da un lato è importante che ci sia una reazione difensiva adeguata che contenga l’invasione virale, dall’altra che però la risposta non sia esagerata, perché questo scatena la tempesta di citochine responsabile della polmonite interstiziale.

Tenere bassi i livelli di glucosio e quindi di insulina, uno dei più potenti agenti infiammatori, ridurre l’acidosi e l’apporto di tossici esogeni sono senz’altro i punti fondamentali per contenere lo stato infiammatorio.

In aggiunta, un adeguato apporto di antiossidanti e di fibra consentono da un lato una riduzione dei radicali liberi proinfiammatori e dall’altro sostengono il microbiota intestinale e il benessere intestinale, ossia i cardini del sistema immunitario:

- Riduzione drastica dei carboidrati per tenere bassi i livelli di insulina. Inoltre, le cellule infettate dai virus, analogamente a quelle cancerose, utilizzano solo il glucosio per il loro metabolismo e la replicazione virale è incrementata in presenza di alti livelli di zucchero. Ricordo che carboidrati non vuol dire solo dolci e zuccheri ma anche cereali, legumi, farine e così via.

- Eliminazione dei latticini sia perché insulinogenici, sia perché acidificanti e favorenti la disbiosi intestinale. Ricotta di solo siero e qualche latticino di capra e pecora nutrite ad erba saltuariamente sono accettabili.

- Riduzione delle solanacee (pomodori, peperoni, peperoncino, melanzane e patate) per il contenuto di lectine infiammatorie

- Abbondante apporto di verdura fresca, possibilmente biologica, per gli antiossidanti e per la fibra probiotica

- Eliminazione del cibo industriale, lavorato, conservato. Anche se lo comprate al bio!!!

- Eliminazione dei derivati animali da allevamenti intensivi (inclusi pesci allevati)

- Evitare di sovraccaricare l’organismo con cibo in eccesso e soprattutto evitare la tentazione, facilissima in giorni come questi in cui siamo confinati in casa, di mangiucchiare in continuazione, facendo fare lo yoyo alla nostra insulina

Cosa mangiare allora?

Tanta verdura, un po’ di frutta senza esagerare (le fragole e i frutti di bosco senza limitazioni); grassi buoni in grande quantità (olio evo, avocado, olio di cocco- che fra l’altro ha dimostrate proprietà antibatteriche e antivirali- ghee, yogurt di cocco, un po’ di frutta a guscio, specie noci) pesce pescato di piccole dimensioni (per evitare i metalli pesanti più presenti nei grandi predatori); uova di gallina felice; shirataki (e non dite che non sapete cosa sono!); un po’ di carne grass fed se siete onnivori. Cioccolato fondente minimo 85% se proprio non resistiamo a un dolcino.

INTEGRATORI UTILI

Vi elenco alcuni integratori e fitoterapici che hanno letteratura scientifica a supporto dell’azione immunoregolatrice e/o antivirale, utili in prevenzione e come supporto terapeutico in caso di malattia.

Vitamina D: Esistono vari lavori che la raccomandano e ne spiegano il razionale; il dosaggio da utilizzare è in funzione dei nostri valori ematici, tenendo conto che per un funzionamento ottimale del sistema immunitario dovrebbe essere almeno fra 50 e 70 ng/ml. Non avendo a disposizione questo esame, il minimo sindacale da assumere è di 5000 UI al giorno, sempre durante un pasto e sempre abbinato ad almeno 200 mcg di vitamina K2 (in un pasto differente).

Vitamina C: anche su questa ci sono parecchie evidenze che ne giustificano l’impiego, ovviamente non come limonata, come ironicamente suggeriscono i detrattori, ma a dosaggi importanti, di almeno 1000 mg 3 o più volte al giorno in prevenzione e ogni ora fino al raggiungimento del limite di tolleranza intestinale in presenza di sintomi.

Zinco: elemento chiave per l’immunità, fa parte di un protocollo applicato in Corea del sud insieme a idrossiclorochina e vitamina C. Ha un effetto antivirale ampiamente documentato; in prevenzione si usa di solito a 25 mg die, in presenza di sintomi si può arrivare a 75-100 mg

Propoli: in compresse a dosaggio di 400 mg 2 volte al giorno o in gocce titolata al 30%, possiede una potente azione antivirale.

Quercetina: altro potente regolatore dell’immunità, dotata anche di azione antivirale e con un tropismo particolare per l’apparato respiratorio. Da 500 mg al giorno fino a 2000 mg in caso di sintomi.

Ravintsara OE: è l’antivirus per eccellenza, da mettere nel diffusore e nelle miscele disinfettanti; è possibile anche applicare due gocce pure, senza sfregare, sui polsi e avambracci, ogni mattina e sera, cinque giorni su sette. È rarissimo che questo olio essenziale provochi il minimo disturbo, ma è meglio essere cauti in caso di pelli molto delicate, dunque prima provare una sola goccia per vedere come reagisce la pelle. Vari altri OE possono essere utilmente associati: pino mugo e silvestre, timo, eucalipto, menta, limone per citare i più noti.

In terapia si può utilizzare anche l’OE di alloro. Didier le Bail propone il protocollo seguente: “L’olio essenziale di Laurus nobilis è da usare per via cutanea e di preferenza sotto forma pura, cioè senza essere stato diluito in un olio vegetale o miscelato a gel di aloe vera. In pratica, applicare OE Laurus nobilis sulle volte plantari nella quantità di 5 gocce per volta, più volte al giorno. È fondamentale procedere unicamente su questa parte del corpo poiché si assicura così una diffusione rapida e ottimale delle molecole aromatiche fino agli alveoli polmonari”.

N-acetilcisteina (NAC): precursore del glutatione, il più potente antiossidante, ampiamente utilizzata per il trattamento dei danni da stress ossidativo ma dotata di un ruolo cardine nella risposta immunitaria innata dei Toll Like Receptors verso virus e lipopolisaccaridi batterici, come dimostrato da molti studi in vitro e in vivo. Secondo alcuni lavori possiede anche azione antinfiammatoria mirata ad alcune citochine, ma altri non la confermano. In ogni caso, va assunta in dosi da 500 a 1000 mg al giorno.

Funghi medicinali: moltissimi funghi sono dotati di potente azione immunomodulante e l’elenco sarebbe davvero troppo lungo. Uno dei più efficaci è il Lentinex, estratto fermentato di Shiitake, ricchissimo di betaglucani, una classe di polisaccaridi dotati di svariate azioni terapeutiche, fra le quali quella di potenziare l’attività di difesa aspecifica dell’organismo. Dosaggio: 20 gocce al mattino a digiuno.


POSSIAMO USCIRE DALLA QUARANTENA SENZA DUE TAGLIE IN PIU’?

La risposta è sì, assolutamente. Anzi, come stiamo facendo noi, potete approfittare di ritmi di vita insoliti per fare un digiuno intermittente 16/8 senza nessuna fatica.

Come fare? Al mattino ci si fa un caffè o un’altra bevanda senza zucchero, poi ci si dedica all’attività fisica che è FONDAMENTALE. Noi facciamo la nostra pratica yoga, ma per chi non ha una sequenza da seguire il web pullula di lezioni online, non solo di yoga ma di qualunque altra disciplina vi piaccia. Oppure, se avete un tapis roulant o una cyclette o qualche altro marchingegno usate quelli, l’importante è fare almeno un’ora- un’ora e mezza. Poi fate la doccia e vi preparate una bella colazione chetogenica con una delle proposte che vi elenchiamo.

Una è senz’altro il mitico bullet proof coffee, buonissimo (provare per credere) e super energetico. A quello potete abbinare uno yogurt di cocco se avete fretta (quello che faccio io quando vado a lavorare) o una ricetta di Lucia se avete più tempo. Arriverete a cena senza fame e pieni di energia, abbiocco pomeridiano non pervenuto. A cena, insalatona come entrée, poi scegliete voi, sempre evitando pane, pastasciutta, pizza, crackers, gallette e veleni vari.

Provate e fateci sapere!

Roberta Raffelli


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